Michele Di Bari resta alla guida della Prefettura di Napoli oltre i limiti ordinari previsti dalla normativa. La conferma ufficiale è arrivata dal Viminale, che ha dato il via libera al trattenimento in servizio del prefetto fino al raggiungimento dei 70 anni, sfruttando la possibilità prevista dalla legge in presenza di una valutazione positiva dell’amministrazione centrale.
Di Bari, nato a Mattinata nel Foggiano e oggi 67enne, ha compiuto gli anni lo scorso 2 gennaio. In base alle scadenze ordinarie, avrebbe dovuto lasciare l’incarico nel corso del 2026. La scelta del Ministero dell’Interno anticipa invece i tempi e sancisce una precisa linea politica e amministrativa: garantire continuità in una realtà delicata come quella napoletana, dove stabilità e conoscenza del territorio sono considerate fattori decisivi.
Nominato prefetto di Napoli dal Consiglio dei Ministri alla fine del 2023, Di Bari ha progressivamente costruito un modello operativo fondato sulla presenza costante sul territorio e su un coordinamento diretto e continuo con le forze dell’ordine. Un’impostazione che ha segnato una discontinuità rispetto al passato e che, secondo fonti istituzionali, è stata accolta positivamente sia dagli enti locali sia dagli apparati di sicurezza.
Negli ultimi due anni il prefetto si è distinto per uno stile di gestione improntato all’operatività sul campo. Non solo riunioni e direttive dagli uffici di piazza del Plebiscito, ma sopralluoghi frequenti nelle aree colpite da emergenze, nei quartieri segnati da episodi di criminalità e nei contesti più sensibili sotto il profilo dell’ordine pubblico. Dalla gestione delle situazioni post-emergenziali agli interventi nei territori dell’area metropolitana, la sua presenza fisica è diventata una costante, contribuendo a rafforzare il rapporto tra istituzioni e comunità.
Parallelamente si è intensificata l’attività di coordinamento istituzionale. Le convocazioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica sono diventate più frequenti, così come il dialogo con Comune di Napoli, Città Metropolitana e Regione Campania. Un lavoro di rete che ha portato anche al rafforzamento dei presidi di controllo nelle zone considerate più esposte a fenomeni di illegalità, in un contesto urbano complesso e in continua evoluzione.
Questo approccio operativo ha avuto riflessi anche sul piano mediatico e politico. Nelle scorse settimane, infatti, il nome di Michele Di Bari era circolato come possibile candidato civico del centrodestra in vista delle prossime elezioni regionali. Un’ipotesi che non ha trovato conferma ufficiale e che lo stesso prefetto non ha commentato, mantenendo un profilo rigorosamente istituzionale.
Una linea di riservatezza che, secondo quanto trapela dagli ambienti romani, avrebbe contribuito a rafforzare la fiducia del Viminale. L’assenza di prese di posizione pubbliche, unita alla continuità amministrativa e alla concentrazione esclusiva sulle attività della Prefettura, avrebbe pesato nella decisione finale del Ministero dell’Interno di concedere la proroga.