Napoli – Questa mattina, la parrocchia della Resurrezione a Scampia si è trasformata in un crocevia di preghiera, solidarietà e riflessione in occasione della celebrazione della Giornata Mondiale del Malato. Presieduta dal cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, la messa diocesana, trasmessa in diretta anche su Radio IBR Scampia, ha coinvolto una vasta partecipazione di fedeli delle comunità parrocchiali dell’ottavo decanato, operatori sanitari ed associazioni.
L’evento, promosso dal Servizio per la Pastorale della Salute sotto la guida di Giuseppe Venditto, ha visto la presenza di numerosi rappresentanti delle realtà sanitarie e professionali del territorio. Tra essi, il direttore generale dell’ASL Napoli 1 Centro Gaetano Gubitosa ed i vertici degli ordini professionali: Bruno Zuccarelli per i medici, Pietro Rutigliani per gli odontoiatri, Teresa Rea per le professioni infermieristiche, insieme alle principali associazioni di categoria. Un momento di preghiera condiviso, volto a ricordare e sostenere chi soffre e chi si dedica quotidianamente alla cura dei malati, al di là dei ruoli e delle appartenenze.
Durante l’omelia, il cardinale Battaglia ha scelto di approfondire il significato della parabola del Buon Samaritano, offrendo una riflessione intensa e attuale. «Nell’altro, il prossimo sei tu, quando ami, quando ti avvicini a qualcuno, quando stai accanto a qualcuno, quando ti prendi cura di qualcuno», ha detto. La parabola, ha spiegato il porporato, è fatta di dieci verbi che incarnano l’essenza dell’amore e della cura: compassione, vicinanza, misericordia, attenzione, ascolto, pazienza, disponibilità, rispetto, umiltà e azione.
Il cardinale ha sottolineato l’importanza della delicatezza di fronte alla sofferenza: «Davanti al dolore dell’altro, spesso il silenzio vale più delle parole. Non possiamo entrare nella sofferenza di chi ci sta di fronte: è un luogo sacro. Possiamo stare vicini senza profanarlo». La sua riflessione ha richiamato tutti alla responsabilità di essere prossimi senza invadere, di offrire il proprio sostegno con umiltà e rispetto, riconoscendo la sacralità del dolore altrui.
La celebrazione si è conclusa con un momento di preghiera e di comunione, unendo le voci di quanti, si impegnano ogni giorno nel difficile ma nobile lavoro di cura. La Giornata mondiale del malato rinnova così l’appello universale a non dimenticare chi vive momenti di sofferenza, invitando ciascuno a riscoprire il valore della solidarietà concreta e della vicinanza umana.
Una giornata che, anche nella periferia di Napoli, si trasforma in un’occasione per riflettere sul senso autentico della cura e dell’amore cristiano, testimoniando come la fede possa essere motore di speranza e di azione concreta nel cammino di ogni comunità.