Una serata di profonda spiritualità e comunità si è svolta ieri in Piazza Giovanni Paolo II a Scampia, dove si è tenuta la Via Crucis per la pace, un momento di riflessione e preghiera trasformatosi in un gesto forte di solidarietà e speranza per il quartiere e il mondo intero.

L’evento, organizzato al termine della giornata di preghiera e digiuno indetta dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI), ha visto una partecipazione numerosa e variegata: parrocchie, religiosi, giovani, famiglie e cittadini di Scampia si sono ritrovati insieme per percorrere simbolicamente le quattordici stazioni della sofferenza, nella cornice suggestiva e raccolta di Piazza Giovanni Paolo II.

La croce, issata sulle gradinate della piazza all’inizio e alla fine del cammino, è stata il punto focale di un momento intenso, accompagnato da canti, meditazioni e fiaccole che hanno illuminato il silenzio della sera. Le stazioni sono state vissute con sobrietà e partecipazione, trasformando la piazza in un luogo di preghiera condivisa, di ascolto e di speranza, al centro di un quartiere spesso segnato da difficoltà e sfide sociali.
A guidare il percorso spirituale è stato il decano don Alessandro Gargiulo, che ha rivolto un forte appello ai presenti: “Non siate spettatori della guerra, ma operatori di pace”. Un invito che ha risuonato tra i presenti, tra giovani, adulti e famiglie, rafforzando il senso di responsabilità e di impegno civile e spirituale.
L’evento ha visto la partecipazione delle realtà parrocchiali di Scampia — Maria Santissima del Buon Rimedio, Resurrezione, Maria Maddalena e San Giuseppe Moscati — che hanno dato ulteriore forza e significato alla serata, sottolineando come la preghiera e la testimonianza siano strumenti concreti di cambiamento e di solidarietà.

Al termine della Via Crucis, i rappresentanti delle parrocchie hanno sottolineato un problema che affligge il quartiere: l’assenza di una targa toponomastica dedicata a Giovanni Paolo II, intitolazione ufficiale della piazza avvenuta nel 2009 in memoria della storica visita del 10 novembre 1990 del Papa Santo a Scampia che lanciò il messaggio di “Non arrendersi al male. Mai!”. Un atto vandalico compiuto da ignoti, infatti, aveva danneggiato la targa, simbolo di rispetto e di memoria storica non solo per la comunità cattolica, ma per l’intero territorio. I parroci don Gargiulo, don Minervino, don Sarappo, don D’Aniello ed i vice parroci don Scognamiglio, don Corrado e don Stefanelli, hanno richiesto con fermezza alle istituzioni preposte il ripristino della targa, quale segno di riconoscenza e di valorizzazione della storia del quartiere. Richiesta condivisa da tutti i laici e religiosi presenti alla via Crucis.
La serata si è conclusa con un messaggio di speranza: anche in un quartiere spesso associato a criticità, la fede e l’impegno condiviso possono rappresentare un faro di luce e di rinascita. Scampia ha dimostrato ancora una volta il suo volto più autentico, fatto di preghiera, di solidarietà e di volontà di cambiare. Una notte di pace, di ascolto e di speranza che resterà impressa nei cuori di tutti i partecipanti.