In vista della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, il prossimo 21 febbraio 2026 a partire dalle ore 9.30 nella Biblioteca diocesana all’interno del Seminario vescovile in piazza Duomo ad Acerra gli operatori dell’informazione si confronteranno sul tema scelto da papa Leone per il 2026 «CUSTODIRE VOCI E VOLTI».
Il Pontefice nel suo Messaggio, pubblicato lo scorso 24 gennaio, sottolinea che «il volto e la voce sono tratti unici, distintivi, di ogni persona; manifestano la propria irripetibile identità e sono elemento costitutivo di ogni incontro». E se «volto e voce sono sacri» perché «donati da Dio» all’uomo nella sua identità di creatura «a sua immagine somiglianza» scrive il Papa, allora è compito di ciascuno «custodire questo sigillo» e «riflesso indelebile», e anche «alzare la voce in difesa della persone umane» di fronte ai rischi di un uso distorto delle nuove tecnologie in un tempo in cui la comunicazione vive tra algoritmi che selezionano i contenuti e intelligenza artificiale che produce testi e conversazioni.
Per una informazione autenticamente al servizio dell’uomo, in collaborazione con la Stampa cattolica della Campania e l’Ordine regionale dei giornalisti, il corso affronta i temi dell’etica e della responsabilità morale con gli aggiornamenti contenuti nel nuovo codice deontologico.
Dopo i saluti di Antonio Pintauro, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Acerra e vicepresidente dell’Ucsi Campania, e di Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, intervengono Tonino Palmese, presidente Fondazione Polis e Assistente spirituale dell’Ucsi Campania, e Domenico Airoma, procuratore della Repubblica di Napoli Nord.
Conclude Antonio Di Donna, vescovo di Acerra, presidente della Conferenza episcopale campana. Modera Guido Pocobelli Ragosta, Vice capo redattore, segretario di redazione TGR Campania, presidente Ucsi Campania.
Il corso, a cui è possibile iscriversi fino al 18 febbraio sulla piattaforma dell’Ordine nazionale dei giornalisti, consente l’acquisizione di 6 crediti formativi deontologici.