Papa Leone XIV a Pompei e Napoli, don Alessandro Gargiulo: “Il Papa viene a prenderci per mano”. don Federico Scognamiglio: “I giovani protagonisti dell’attesa”

di Maria Ylenia Manzo

L’attesa per la visita pastorale di Papa Leone XIV a Pompei e Napoli entra nel vivo e la città si prepara ad accogliere il Pontefice tra entusiasmo, riflessioni spirituali e attenzione al ruolo sociale della Chiesa. È stato questo il cuore della puntata della rubrica “INCONTRI” di Radio IBR Scampia andata in onda ieri sera alle 21, moderata dal direttore di Istituzioni24 e la stessa Radio IBR Scampia Massimo Iaquinangelo, con la partecipazione di don Alessandro Gargiulo, parroco di Maria Santissima del Buon Rimedio a Scampia e Decano dell’Ottavo Decanato della diocesi di Napoli, di don Federico Scognamiglio, responsabile del servizio pastorale vocazionale della diocesi di Napoli e vice parroco di Maria Santissima del Buon Rimedio, e di Carmela Padulano. Nel corso della trasmissione si è parlato del legame storico tra i Pontefici e Napoli, ma anche del significato che la visita di Papa Leone XIV assume oggi per la città, per i giovani e per le periferie.

Don Alessandro Gargiulo ha ricordato come Napoli abbia sempre avuto un rapporto speciale con i Papi, da Pio IX fino alle visite di Papa Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI e Papa Francesco. Proprio soffermandosi sulla storica visita di Giovanni Paolo II a Scampia nel 1990, raccontata nel libro scritto a quattro mani dallo stesso don Gargiulo e Iaquinangelo “Quando Giovanni Paolo II portò il mondo a Scampia”, e su quella di Papa Francesco del 2015, il sacerdote ha spiegato che “le periferie in qualche modo ancora oggi sono un punto privilegiato per guardare il mondo e per capirne i significati”.

Secondo don Gargiulo, il legame tra i Pontefici e Napoli nasce dal ruolo storico della città “al centro del Mediterraneo e della cristianità”, ma anche dalla capacità delle periferie di raccontare la realtà nella sua forma più autentica. “Papa Francesco diceva che per comprendere bene la realtà bisognava decentrarsi”, ha ricordato il parroco, sottolineando come Scampia sia diventata negli anni un luogo simbolico di questo sguardo.

Grande attenzione durante la trasmissione è stata dedicata anche all’organizzazione dell’incontro di Piazza del Plebiscito, dove saranno protagonisti soprattutto i giovani. Don Federico Scognamiglio ha spiegato che “sono più di 1200 i giovani coinvolti” e che la risposta da parte delle nuove generazioni è stata molto forte. “C’è tanta gioia e tanto fermento”, ha detto, raccontando l’entusiasmo con cui i ragazzi stanno vivendo l’attesa dell’arrivo del Pontefice.

Molti di loro saranno impegnati come volontari lungo il percorso papale e durante l’evento in piazza. “Alcuni saranno volontari di palco, altri assisteranno lungo le strade o all’arrivo in elicottero”, ha spiegato il sacerdote, ricordando anche il coinvolgimento di cento giovani coristi coordinati dal maestro Carlo Morelli per l’animazione musicale della giornata. Don Federico ha sottolineato che l’entusiasmo non riguarda soltanto i ragazzi già inseriti nelle realtà parrocchiali: “Anche giovani che non frequentano abitualmente le parrocchie si sono iscritti per partecipare alla visita del Papa”.

Nel corso della trasmissione è stato ripercorso anche il programma della visita dell’8 maggio. Dopo la celebrazione a Pompei e la supplica alla Madonna, Papa Leone XIV raggiungerà Napoli atterrando alla Rotonda Diaz, per poi dirigersi al Duomo dove venererà le reliquie di San Gennaro e incontrerà sacerdoti, religiosi e consacrati.

Successivamente il Pontefice si sposterà in Piazza del Plebiscito per l’incontro con i giovani. Un passaggio che, secondo don Alessandro Gargiulo, assume anche un forte valore simbolico, considerando che l’elezione di Papa Leone XIV è avvenuta proprio nel giorno della Madonna di Pompei. “Sembra quasi una sorta di completamento di questo grande cammino”, ha affermato, definendo la visita “un atto di ringraziamento per la protezione e l’amore che la Madonna gli ha rivolto”.

Il sacerdote ha poi spiegato il significato del motto scelto dall’arcivescovo di Napoli, il cardinale  don Mimmo Battaglia, per accompagnare la visita: “Cammina con noi come i discepoli di Emmaus”. Un riferimento al percorso sinodale della Chiesa napoletana e al celebre episodio evangelico nel quale Gesù accompagna due discepoli dalla tristezza alla gioia. “Il Papa viene a prenderci per mano”, ha detto don Gargiulo, “è la vicinanza di Gesù che accompagna il suo popolo verso la gioia”.

Ampio spazio anche ai temi sociali e internazionali. Rispondendo alle domande degli ascoltatori, don Alessandro Gargiulo ha affrontato il tema del rapporto tra cristianesimo e politica, mettendo in guardia dal rischio di “strumentalizzare il Vangelo come paravento”. Il sacerdote ha parlato della necessità di recuperare quella che San Paolo definiva “parresia”, ovvero “la franchezza evangelica”, capace di opporsi alle ambiguità.

Soffermandosi sulle tensioni internazionali e sui conflitti contemporanei, Gargiulo ha ribadito che “gli ultimi non vanno visti come un gruppo di pressione sociale, ma come il punto verso il quale si indirizza il Vangelo”. Ha poi ricordato le recenti parole del Papa contro le armi nucleari: “Nessuno può pensare di guardare il mondo come se fosse una terra di conquista”.

Molto significativa anche la riflessione dedicata al rapporto tra giovani e fede. Don Federico Scognamiglio ha spiegato che le nuove generazioni stanno vivendo “una sete profonda di Dio” e una forte ricerca di senso in un’epoca dominata dall’individualismo e dall’isolamento digitale. “I giovani oggi hanno grandi sogni, ma spesso fanno fatica a trovare il coraggio di compiere scelte definitive”, ha osservato.

Secondo il responsabile della pastorale vocazionale, la figura di Papa Leone XIV sta conquistando i ragazzi proprio grazie alla sua sensibilità e alla sua capacità di parlare ai loro desideri più profondi. “Papa Leone è molto vicino ai sogni dei giovani”, ha affermato, ricordando anche il dialogo avuto dal Pontefice con le nuove generazioni durante il Giubileo dei giovani.

Nella parte finale della trasmissione, don Alessandro Gargiulo ha tracciato anche un profilo personale del Papa, soffermandosi sul suo stile sobrio e determinato. “Ciò che colpisce è la serenità del cuore e la chiarezza con la quale vede il futuro”, ha dichiarato. Parlando della storia personale di Robert Prevost, nato a Chicago, missionario in Perù e poi chiamato da Papa Francesco a incarichi centrali nella Chiesa, Gargiulo ha aggiunto: “Ha mantenuto una serenità e una libertà interiore che possono essere molto affascinanti per i giovani e per gli adulti”.

La trasmissione si è conclusa con le indicazioni pratiche per l’accesso a Piazza del Plebiscito: i varchi saranno aperti dalle 10 alle 14.30 e saranno presenti controlli di sicurezza e metal detector. Un’organizzazione imponente per un evento che Napoli vive già come un momento storico e collettivo.

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